La parola “mindfulness” si riferisce ad uno stato della mente in cui si è particolarmente consapevoli grazie alla volontaria cessazione dell’attività discorsiva interiore. Si lascia in questo modo spazio ad un’esperienza che va al di là delle parole, del pensiero e dei suoi contenuti. Tale modalità può avere un forte potere terapeutico.
La mindfulness non è una tecnica per conquistare o acquisire qualcosa; non è neanche una psicoterapia o una tecnica di rilassamento anche se la ricerca scientifica ha evidenziato i numerosi benefici che si possono ottenere attraverso la pratica costante della mindfulness:

  • riduzione dello stress, prevenzione dei disturbi cardiaci e circolatori, riduzione del dolore cronico
  • miglioramento della qualità del sonno, riduzione di problemi gastrointestinali.

Inoltre, negli ultimi decenni, la mindfulness è stata integrata alla psicoterapia in quanto ha un ruolo importante nel trattamento di diversi disturbi mentali, è spesso associata alla psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale con cui condivide l’obiettivo di aiutare le persone a ridimensionare i pensieri irrazionali, disfunzionali e autosvalutanti.

Gli effetti della pratica sono proporzionali al tempo investito nella meditazione. Circa 20 minuti al giorno di meditazione sembrano essere sufficienti per “centrare la mente” ed avere benefici significativi.